
Sara stava tornando dal bagno chiaccherando, ad alta voce, con Giorgio e si accorse subito di come Marco la stesse guardando male.
Si sedette al tavolo in mezzo ai due, Giorgio e Marco, che erano amici fin da bambini e che si sentivano un pò fratelli.
Forse proprio questo sentirsi fratelli faceva sì che si litigassero le cose, a volte anche all'insaputa dell'altro.
Mentre la tavolata beveva e scherzava qualcosa non andava nell'animo di Marco, Sara l'aveva capito e subito cerco di tirarlo su con un bacio, ma la gelosia cresce nella mente in pochi attimi come i castelli crescono in lunghi anni e un bacio non avrebbe di certo potuto farla crollare.
La serata andò avanti e Marco per orgoglio non fece scenate in pubblico.
Dentro però aveva quella sensazione di corrosione, di dubbio stupido, che anche se sapeva che non era vero lo faceva stare male, aveva la pretesa di sapere cosa potesse pensare Sara.
Gli amici si congedarono e si diressero verso casa, Giorgio andando via scherzava e rideva con gli altri, come avrebbe fatto anche Marco in un giorno normale.
Invece Marco tornava a casa con Sara e capiva che le ragioni della sua gelosia erano stupide, ma non riuscì a nasconderle e il discorso con Sara scoppio in un litigio.
Era tardi ormai e tra i musi lunghi e le voci squillanti dei due si mise l'orologio, Sara doveva andare in casa, ma tutto continuò per messaggio.
Sembrava che il mondo fosse finito, Marco si sentiva mancare il fiato e ad ogni messaggio sembrava sempre più inevitabile la separazione.
Sara piangeva, sapeva di non aver fatto nulla, ma si sentiva offesa, non poteva dimostrare nulla e nemmeno negare e poi non avrebbe avuto ragione di farlo.
Prima che fosse troppo tardi Sara decise che era ora di smetterla e che ne avrebbero parlato il giorno dopo.
Fu una fortuna...
Nella notte nessuno dei due riuscì a dormire più di 10 minuti e ora che si sentivano così lontani capirono, soprattutto Marco, che nessuno poteva fare a meno dell'altro.
Per quanto abbiano litigato si sono svegliati più uniti che mai.
L'amore stesso che aveva fatto provare a Marco quella gelosia la distrusse in un sol soffio, come il bambino che prima costruisce il castello di sabbia, poi accortosi di quanto sia inutile decide di distruggerlo prima che sia il mare a farlo.
La mattina dopo sembrava tutto come nuovo...

8 commenti:
sono belli questi ritratti della nostra compagnia.....
pero' basta farci piangere!!!!!!!!
voglio una storia a lieto fine
se volessi ritrarre la mia compagnia userei dei nomi che tutti conosciamo e a cui ci si può riferire, ma siccome della verità vera non sappiamo nulla io immagino situazioni diverse con persone diverse che conosco perfettamente, perché sono stato io a crearle.
Quindi se tu vedi qui dei riferimenti a persone che conosco ti sbagli.
Forse non hai mai provato a immedesimarti nel racconto e ti sei sempre tenuto fuori come giudice degli eventi.
Marco posso essere io, puoi essere tu e può essere chiunque.
Così come Sara posso essere io, puoi essere tu o chi ti pare.
Vivi quello che ti propongo e capirai che di simile alla nostra compagnia cè solo la natura umana che è inevitabilmente presente in ogni fatto che riguarda l'uomo.
PS non capisco come tu non faccia ad intuire il lieto fine di questa storia...
lieto fine è statoun sostantivo sbagliato
facciamo cosi': xk nn provate a scrivere 1 storia k c faccia ridere...se siete cosi' bravi
Nessuno ha mai detto di esser bravo...
Come al solito non ci mettere in bocca parole non dette, solo abbiamo una passione e ne andiamo orgogliosi.
Inoltre non c'è bisogno di scrivere testi comici i tuoi commenti bastano e avanzano.
Continua a leggere chissa che la tua sfida non venga accolta.
;)
"un testo letterario è una macchina per fabbricare opinioni" lo dice umberto eco e che continua spiegando che un autore non deve mai interveire sulle opinioni altrui riguardo ai suoi testi in quanto (avresti dovuto studiarlo in terza) un testo letterario è speciale perche' a molte caratteristiche tra le quali una dice: creare un mondo a se nel quale tutto viene dato per vero.
quindi non vedo come possa irritarti il fatto k io paragoni i tuoi pesonaggi alla nostra compagnia
Non sono irritato.
Non sono nemmeno Eco e proprio per questo non sono d'accordo con lui.
Rispondere alla critica è un modo per rispettarla, in quanto la ragione si da agli stolti.
ma rispondendo alla critica non si fa altro che violare un'altra regola: un testo letterario è a distanza di luogo e di tempo ed è sospeso il criterio vero falso
se non è ne vero ne falso cos'è?
Non esiste la via di mezzo.
Un testo letterario è il prodotto della mente dell'autore.
Esso ha un significato ben preciso, che però non può essere sempre letto correttamente.
Nel caso che chi legga tenda a freintendere il significato che io ho dato a qualcosa io cerco di riportarlo sulla mia frequenza d'onda.
Aggiungo che anche la critica ha una caratteristica che deve essere fondamentale, la costruttività.
Se non è critica costruttiva mi ci scaglio contro.
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